“I colori del Nilo e del Tevere”: una celebrazione dei legami culturali tra l’arte egizia e quella italiana
dal 4 al 16 febbraio 2025 presso la sede dell’Istituto Italiano al Cairo
in Esposizione tra i cinque Artisti italiani selezionati sul sito dell’Istituto Italiano di Cultura del Cairo:
*su iiccairo.esteri.it ulteriori informazioni
Inaugurazione “I colori del Nilo e del Tevere”, presso l’Ambasciata Italiana al Cairo;
presente con il mio Tappeto delle Meraviglie: “LA ROSA DONA IL MIELE ALLE API” 2017/2024
L’ambasciatore italiano in Egitto, Michele Quaroni, inaugura la mostra “I colori del Nilo e del Tevere”, organizzata da Artoday in collaborazione con l’Istituto Italiano al Cairo, per accogliere gli amanti dell’arte da tutto il mondo. La mostra, che si terrà dal 4 al 16 febbraio 2025 presso la sede dell’Istituto Italiano al Cairo, espone una variegata collezione di opere d’arte di 44 artisti provenienti da Egitto, Italia, Belgio e Oman, a testimonianza della profondità dello scambio culturale e artistico tra questi paesi.
Questa mostra si inserisce nel solco della partecipazione di successo alla Rome Art Week dell’ottobre 2024, volta a celebrare i profondi legami culturali tra Egitto e Italia. “La mostra Colors of the Nile and the Tiber è più di una semplice mostra d’arte”, afferma Sherine Badr, fondatrice e CEO di ArtToday. Si tratta di una celebrazione dei legami culturali che sottolinea il potere dell’arte di unire individui e comunità in tutto il mondo. Esponendo le opere di 44 artisti provenienti da diversi paesi, promuovendo voci emergenti e incoraggiando l’inclusività, l’evento è una testimonianza vivente dell’importanza duratura dello scambio culturale e del significato dell’arte per l’umanità e la società”.
Maurizio Guerra, Direttore dell’Istituto Italiano al Cairo, ha espresso il suo entusiasmo per la collaborazione, affermando: “Mentre guardiamo avanti a questo meraviglioso evento, è chiaro che l’interazione tra arte e cultura continuerà a ispirare dialogo, comprensione e cooperazione tra nazioni. In un mondo che spesso sembra diviso, i “Colori del Nilo e del Tevere” si ergono Come un faro di speranza, ci ricordano che attraverso l’arte, possiamo celebrare le nostre differenze abbracciando la nostra comune umanità.”
Al centro di Colors of the Nile and Tiber c’è la convinzione che l’arte possa infondere comprensione reciproca e rispetto tra culture diverse. Esponendo una varietà di espressioni artistiche, l’evento mira a mettere in risalto le qualità uniche dell’arte italiana ed egiziana, rivelando al contempo le somiglianze che uniscono queste due culture. La mostra comprenderà una selezione di opere che esplorano temi di identità culturale, collaborazione e storia condivisa, consentendo ai visitatori di ammirare il ricco intreccio di correnti che danno forma all’arte italiana ed egiziana.
Ahmed Abdel Fattah (Egitto) Ahmed Barakat (Egitto) Ahmed El-Kat (Egitto) Ahmed Moussa (Egitto) Ahmed Saber (Egitto) Alessandra Bilotta (Italia) Ali Salem (Egitto) Asmaa El-Nawawy (Egitto) Barbara Baradicortti (Italia) Dina Fahmy El-Ruby (Egitto) Ehab El-Toukhi (Egitto) Iman Osama (Egitto) Essam Ashmawy (Egitto) Fabio Imperiale (Italia) Fairouz Samir (Egitto) Jihan Fayez (Egitto) Giorgio Beccaya (Italia) Hany El -Ashqar (Egitto) Hassan Kamel (Egitto) Hesham Abdel Moaty (Egitto) Jumaa Alharthi (Oman) Jorg Van Dael (Belgio) Cristina Miljkovic (Italia) Letizia Rigucci (Italia) Mamdouh Kassifi (Egitto) Marianna Simonetti (Italia) Mariam Abdel Gawad (Egitto) Massimiliano Occo (Italia) Michela Tobiolo (Italia) Mohamed Abou El Naga (Egitto) Mona Madhat (Egitto) Mona Refaei (Egitto) Nazli Madkour (Egitto) Pagliani Taziana (Italia) Rania Abou El Azm (Egitto) Rossana Corrado (Italia) Salah El Meligy (Egitto) Salah Hamad (Egitto) Simona Gloriani (Italia) Tarek El Koumi (Egitto) Tarek El Sheikh (Egitto) Tasneem El Meshed (Egitto) Weam Ali (Egitto) Weam Al-Masry (Egitto)
“LA ROSA DONA IL MIELE ALLE API” 2017/2024 ispirato alla Poetica di K. Gibran ed al suo “Gli dei della terra”
Al National Museum of Egyptian Civilization NMEC المتحف القومي للحضارة المصرية dal 19 al Maggio 2024, Museo Nazionale della Civiltà Egiziana del Cairo
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Con Artoday
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Felice ed onorata di esserci presso Museo Nazionale della Civiltà Egiziana del Cairo
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#samsungegypt #TelecomEgypt
#unwomen #nmecmuseum #unhcregypt #euinegypt
#EmbajadadeCileenEgipto
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Artoday is a vibrant and visionary art organization dedicated to supporting and promoting the flourishing art scene in Egypt. With a strong commitment to nurturing local talent and taking Egyptian modern art to a global stage, Artoday has become a driving force in the art world, bridging the gap between established artists and emerging talents.
At Artoday, we believe in the transformative power of art and its ability to transcend boundaries. One of Artoday’s primary objectives is to bring Egyptian modern art to new audiences around the world. We curate and organize high-profile exhibitions and art shows in various international destinations, showcasing the rich cultural heritage and contemporary expressions of Egyptian artists. In addition, Artoday also seeks to work with international artists who wish to showcase their work in Egypt, encouraging cross-cultural exchange and appreciation through art events that create a global dialogue around art in Egypt.
E’ da svariati anni che ARTODAY con Sheeren Badr, sostengono il mio lavoro e la mia Ricerca. E’ cosa preziosa. Infonde coraggio e forza, continuare a credere che qualcosa di alto ed altro; grazie all’Arte sia possibile.
Infondono coraggio lo scambio e lo stringersi.
sarà in Esposizione con :
”La Rosa Dona il Miele alle Api”
Michela Tobiolo, 2017/24
“Hear in the Silent
Mutual Interaction
Flesh Shall Be A Poem”
(Tappeto delle Meraviglie: tecnica mista su tela, tessuto rinforzante, decorazioni, sonagli.
VerdeLinguaMadre VoceDellaLuce, videoinstallazione ed azione poetica di MICHELA TOBIOLO presso il TEATRO CHISCIOTTE, di Montecelio di Guidonia
presentata in occasione della Tavola Rotonda: Arte Scienze e Nuove Tecnologie “SE LO SAI NON LO FAI”
VerdeLinguaMadre VoceDellaLuce,
videoinstallazione ed azione, poetiche
di MICHELA TOBIOLO
(progetto svilluppato tra il 2020 ed il 2022)
presentata in occasione della Tavola Rotonda:
Arte Scienze e Nuove Tecnologie
“SE LO SAI NON LO FAI”
tenutasi presso il Teatro Chisciotte di Montecelio,
il 17Dicembre2022
con il Patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, della Città Metropolitana di Roma e del Comune di Guidonia Montecelio
come Cavaliera dell’Amour ho scelto di portare l’ARTE,
e come la NATURA mi riCORda,
non per parlare ma per ri*suonare
PRESENTI DURANTE L’AZIONE POETICA
elementi poetici appartenenti ad un Progetto da un più largo respiro visibili nella sezione del mio sito PORTFOLIO
_INSITU(M) nocciolo del bene polpa del sentire
_distil*latis | un occhio a ciò che è dentro un occhio a ciò che è fuori
_gocciolamore
_istinto Ritrovato (parte del progetto GNASCI)
ABITARE POETICAMENTE IL MONDO E’*LEGARE L’ESPERIENZA AL DESTINO
LA VITA NON E’ UN ENIGMA DA RISOVERE MA UN MISTERO DA VIVERE
progetto visibile integralmente nella sezione del mio sito:
PORTFOLIO/ VerdeLinguaMadre VoceDellaLuce videoinstallazione ed azione poetica | Teatro Chisciotte, Montecelio di Guidonia
Alla Natura; strumento d’Amore intraspecie e più alta struttura di sostegno alla Vita
IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ARTISTICA LUIGI DI SARRO e l’ ISTITUTO DI CULTURA ITALIANO DI PRETORIA presentano BEYOND THE SHORT: WEBINAR
nell’ambito delle iniziative per la Giornata del Contemporaneo in Italia e nel mondo promossa da AMACI, con il contributo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ed in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
DOMANI 8 DICEMBRE 2021 alle ore 16 (ora italiana) nell’ambito delle iniziative per la Giornata del Contemporaneo in Italia e nel mondo promossa da AMACI, con il contributo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ed in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ARTISTICA LUIGI DI SARRO e l’ ISTITUTO DI CULTURA ITALIANO DI PRETORIA presentano BEYOND THE SHORT: WEBINAR, un dialogo a distanza tra ITALIA e SUDAFRICA con i protagonisti del PREMIO VAA che incoraggia e promuove la produzione di opere che utilizzano l’immagine in movimento.
L’incontro sarà aperto dal messaggio dell’Ambasciatore d’Italia in Sudafrica Paolo Cuculi a testimonianza di quanto siano importanti i progetti di scambio che incrociano idee e culture. Al termine dell’evento verrà aperto e pubblicato il nuovo Bando.
La 3° Edizione del VAA include un nuovo prestigioso partner GRENZE.Arsenali fotografici , il Festival di fotografia sperimentale a Verona che ospiterà la selezione dei finalisti e degli artisti vincitori.
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Sulla piattaforma web https://vaa.webinars.zone/ è stato creato un archivio delle due edizioni del VAA tenutesi negli anni passati, sarà possibile iscriversi gratuitamente al webinar o anche solo scoprire i protagonisti del due edizioni del Premio, ovvero le due Top 10 delle opere che la giuria ha selezionato e tra le quali ha individuato i vincitori. Le opere dei 20 artisti coinvolti sono visibili nella sezione video.
selezionata nel 2018 con il video: ENTRA IN QUESTA FERITA ° il dolore da bruciare è la porta da spalancare video di 4:10 minuti, 2015 (montaggio in stop motion di materiale fotografico con interventi pittorici e materiale fotografico di elementi pittorici tridimensionali)
Durante il collegamento dell’8 Dicembre, OGGI A DISTANZA DI TRE ANNI ~ed anche se la realtã ha piû fantasia di noi, purtroppo nella possibilità meravigliosa e rigenerante di condivisione nella quale sono coinvolta, scelgo di raccontare ciò che è stato dalla selezione di questo prezioso concorso, attraverso l’Arte. Immersa nella Natura, seguendone i suoi processi ed il suo rinascere, rinascere e rinascere; sempre. Continuando ad interrogare il Mondo, attraverso l’Arte; grande e preziosa possibilità di continuare a fare storia, a fare vita; la grande e preziosa possibilità di continuare a vivificare noi stessi, l’altro, ed il Mondo stesso. E portando con me compagni di viaggio e realtà con intuizioni, visioni, utopie e realizzazioni dal cuore grande. Perché sì, è il singolo che si fa collettività ma è davvero TUTTO nel rapporto.
perchê, come scrivevo per il progetto installativo e partecipativo CORPO DI STELLE, nel 2018, invitata alla Residenza Artistica MABOS MuseoDelBoscoDellaSila:
“Ê l’INCANTO A RIGENERARE L’UMANO ESSERE INSIEME DALLE RADICI FINO ALLA FINE DEL CIELO CUSTODI DI ECHI MAI DIMENTICATI”
http://www.centroluigidisarro.it/ Centro di Documentazione Artistica romano il CENTRO LUIGI DI SARRO, attivo a Roma dal 1981, è un’associazione senza fine di lucro che si occupa di arte e cultura. Il Centro, intitolato all’artista morto tragicamente a Roma il 24 febbraio 1979 – a soli 37 anni – per un fatale equivoco nel clima degli anni di piombo e dell’entrata in vigore della legge Reale, è stato fondato dai familiari di Luigi Di Sarro, che lo gestiscono ancora oggi nello spirito con il quale l’artista è sempre vissuto: grande libertà di pensiero e interesse per ogni forma di sperimentazione. Dal 1981 il Centro Luigi Di Sarro lavora per promuovere l’opera dei giovani artisti, attraverso l’attività espositiva e progetti di scambio culturale. Accanto a questo porta avanti l’attività di Centro Studi sull’arte contemporanea, con mostre e pubblicazioni che mirano ad indagare gli ultimi decenni e con una sezione dedicata all’Archivio Luigi Di Sarro, aperta alla consultazione delle opere e degli scritti lasciati dall’artista.
Luigi Di Sarro (Lamezia Terme, 1941 – Roma 1979), medico e artista, accanito sperimentatore, nel corso degli anni Sessanta e Settanta ha praticato il disegno, la pittura, l’incisione, la scultura, la fotografia e la performance interessandosi in particolare a temi legati al corpo, al movimento, alla luce e alla capacità astrattiva del segno e delle figure geometriche. Morto a soli trentasette anni, ucciso per un fatale equivoco nel clima teso degli anni di piombo a Roma, il 24 febbraio 1979, ha lasciato una vasta produzione artistica (dipinti, disegni, fotografie, sculture, grafica, progetti, appunti, aforismi) che costituisce il nucleo dell’archivio storico che ha sede presso il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea a lui dedicato dalla famiglia nel 1981. Opere di Luigi Di Sarro sono presenti in diverse collezioni pubbliche italiane e straniere.
Luigi Di Sarro _ La modernità intesa come interdisciplinarità Era ancora uno studente liceale quando nel 1959 scrive in un tema: Talvolta, per avere la visione di una pace universale, mi immagino una strada, una lunga e candida fascia che avvolga il mondo intero. Molto più tardi, su un taccuino annota: Vivrai,/ finché sarai capace/ di interrogare il mondo!
Ricerca su etica e comunicazione, nel campo delle arti visive, in tempo di Covid con: Francesco Fossati, Noel Gazzano, Mario Margani, Michela Tobiolo, Joshua Zielinski a cura di Dario La Mendola | Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento | anno accademico 2019-2020
Questionario Studio Etica della Comunicazione – Prof. D. La Mendola di Salvatore Navarra
risposte di Michela Tobiolo
Non amo definirmi né definire. Amo più le domande che le risposte. Le risposte possono modificarsi nel tempo, possiamo crescere, espanderci. Tutto può divenire nuovo, sempre. La curiosità mi ha portato ad indagare me stessa, il mondo, le cose e credo che la condivisione sia alla base del processo di conoscenza proverò per questo ad interagire con i vostri quesiti. Mi sarebbe piaciuto molto parlare per telefono, prima delle risposte, ma comprendo il poco tempo a disposizione. Non è dipeso da voi, ma da me e dal mio ritardo. Grazie ancora per avermi coinvolto in questa vostra ricerca.
1. Qual è il ruolo dell’artista nella società contemporanea? Come scrivevo su, non amo le nette demarcazioni e cerco di avere uno sguardo largo. Credo, ma ripeto è una visione del tutto personale, che in qualsiasi ambito l’essere umano oggi sia vittima alienata della classe dominante (ci sono libri molto interessanti che investigano l’argomento e tra questi potrei suggerirvi “L’Estetica del Novecento” di Perniola, “Arte e verità dall’antichità alla filosofia contemporane. Una introduzione estetica” di Pietro Montani, “L’Arte è necessaria? Di Ernest Fischer e soprattutto “Strutture antropologiche dell’immaginario” di Durand). Desidero fortemente credere però che l’uomo _a guida dell’artista, e quindi l’artista in quanto uomo, possa _non con poche difficoltà continuare a tendere a qualcosa di più alto ed altro da ciò che lo stato attuale delle cose vorrebbe imporci. L’artista ha un dono ma anche una grande responsabilità come sottolineava bene Kandinsky in “Lo Spirituale dell’Arte”.
2. Qual è la funzione dell’arte nella società contemporanea? Queste sono domande davvero grandi e donare loro poche parole mi sembra così assurdo, come non poter avere un confronto con te, voi, ma ripeto proverò ad esporti ed esporvi il mio punto di vista, sintetizzandolo. La funzione dell’Arte nella società contemporanea, riprendendo la risposta precedente, è spesso ad uso e consumo della classe dominante, lontana dal suo nucleo centrale originario e spesso svilita. Nonostante ciò esistono realtà tenaci, sotterranee, di grande etica ed umanità. Realtà che lavorano perché l’Arte possa avere la sua reale, centrale, e meravigliosa funzione di processo fondativo dell’uomo e del suo essere uomo tra gli uomini; in sintonia con il proprio corpo, la propria mente, la società e l’ambiente. Realtà che lottano e continuano a credere che l’Arte sia impulso morale e poetico; motore di processi individuali e collettivi; la possibilità delle possibilità grazie alla sua preziosa funzione di invenzione. Ciò che immaginiamo possiamo vederlo e realizzarlo, sempre o quasi. E se questa possibilità può essere applicata al bene comune, ecco, la funzione dell’Arte nella società contemporanea può essere metamorfica e salvifica.
3. Nel realizzare le sue opere, utilizza materiali nuovi o inediti per far emozionare e appassionare sempre più il pubblico alla sua arte? Spesso sono i materiali a chiamarmi. Materiali o mezzi espressivi, in genere che parlano la stessa lingua della ricerca che sto affrontando in quel dato momento. Oggetti trovati in natura, in mercatini, in armadi cassetti cantine, abbandonati per strada. A volte sono materiali naturali, a volte materiali da recupero. A volte li acquisto. Per i mezzi, come scrivevo su, non mi son mai posta limiti; da mezzi analogici ai nuovi media e la multimedialità. La mia è una ricerca intima, lenta quotidiana, che si apre al mondo e spesso dal mondo viene trasformata. Molti materiali ed elementi vengono reintegrati in progetti successivi a volte mantenendo il loro significato centrale, a volte modificandolo. Credo nella crescita continua ed aprendomi in questi ultimi anni alle pratiche partecipative, condivise e collettive tutto si modifica e cresce dentro, come fuori. L’incontro con il mondo ci trasforma e trasforma ogni cosa intorno a noi, se lo permettiamo. E questo è un dono prezioso ed unico dell’Arte. Non penso di aver mai avuto altro che il sincero impeto dell’urgenza di ricercare, esprimermi, condividere; creare scambio ed esperienze.
4. Com’è secondo lei, il rapporto tra il grande pubblico e l’arte contemporanea? Freddo, distante. A volte il grande pubblico è del tutto ignaro di ciò che avviene in ambito artistico nel proprio territorio, paese o sistema mondo sia in riguardo a notizie inerenti l’Arte sostenuta ufficialmente che sulle notizie riguardanti le piccole realtà. L’Arte contemporanea è elitaria, chiusa in se stessa e nel sistema ufficiale ma ci sono artisti affermati, riconosciuti a livello internazionale che hanno lottato e lottano perché i confini svaniscano. Come scrivevo nella prima e seconda risposta, ci sono poi le tante realtà più piccole; tante speranze, utopie ed azioni condivise meno raccontate, riconosciute e sostenute ma che non si arrendono.
5. Che valenza hanno i social network dal punto di vista della comunicazione in campo artistico? Credo, come ogni cosa possano avere e portare con sé cose buone come cose non buone. Immagino possano essere una finestra, una possibilità di scambio infiniti come la possibilità di alienazione, saturazione, sterilità, date da una continua ed eccessiva produzione di stimoli ed input. Possono permettere che si possano raggiungere le realtà più piccole e meno sostenute _come scrivevo nelle risposte precedenti; portare alla conoscenza di tante, tantissime cose; possono creare contatto, come portare ad una estrema superficialità data dalla fretta, dalla disattenzione e molto spesso dai pochi strumenti emotivi, cognitivi che l’uomo medio contemporaneo possiede. Non amo le nette definizione come continuo a ripetere e credo sempre che si possa tendere al meglio, ad una etica ed una umanità, ad un rispetto per le differenze ed una attenzione alle sfumature. Ho sempre creduto e continuerò a credere che grazie all’Arte si possano intraprendere nuove strade per riequilibrare le follie, gli egoismi, la mancanza di contatto fisico, emotivo, di rispetto per se stessi, l’altro per il bene comune e l’ambiente. Nel mio ultimo progetto sto lavorando sul concetto di reciprocità (scrivo e porto avanti laboratori dal tema “essere ponte” da anni), sento e credo fortemente che alla base della buona comunicazione ci sia sempre una reciprocità. Un andare ed un tornare. Un movimento, una danza. Nella comunicazione, e nella comunicazione in presenza di reciprocità nulla avviene forzatamente e si può giungere ad una negoziazione di significato; una co-creazione continua. Quando queste nella comunicazione vengono a mancare, molto spesso siamo in presenza di un atto vandalico, di un manipolare, di un estorcere o da un semplice bisogno di approvazione; ecco, nella reciprocità vi è il rispetto di se stessi e dell’altro, desiderio di dare realtà all’altro da noi, sempre. Credo per questo fortemente che al di là dei social network alla base di qualunque atto comunicativo vi debba poi essere un ritorno, uno scambio, una trasformazione, vita vera che pulsa. Credo non contino la forma o i mezzi, credo, sia importante che l’Arte possa continuare ad essere sogno, conoscenza, trasformazione ed espansione dell’esperienza, questo sì. Ma chissà cosa ne penserò tra qualche mese, anno, al riguardo. Sarebbe bello sapere cosa ne pensi, pensiate voi, cosa ne penserai, penserete voi. Mi incuriosisce molto, se mi soffermo a pensarci (scusa il gioco di parole).
Questionario Studio Etica della Comunicazione – Prof. D. La Mendola di Nino Ferrigno e Calogero Serraino
risposte di Michela Tobiolo
Non amo definirmi né definire. Amo più le domande che le risposte. Le risposte possono modificarsi nel tempo, possiamo crescere, espanderci. Tutto può divenire nuovo, sempre. La curiosità mi ha portato ad indagare me stessa, il mondo, le cose e credo che la condivisione sia alla base del processo di conoscenza proverò per questo ad interagire con i vostri quesiti. Mi sarebbe piaciuto molto parlare per telefono, prima delle risposte, ma comprendo il poco tempo a disposizione. Non è dipeso da voi, ma da me e dal mio ritardo. Grazie ancora per avermi coinvolto in questa vostra ricerca.
1. Che cos’è l’Arte per lei? Ho iniziato ad appuntare velocemente le risposte per questo questionario l’altra sera. Da meno di un mese vivo in campagna, il mio piccolo studio è circondato da una natura austera e meravigliosa. Era notte tarda, c’era un vento fortissimo ed ogni cosa pareva urlare di vita. Ecco, se potessi minimante descrivere cosa sia l’Arte per me potrei provare dicendo che è una urgenza incontenibile come incontenibile era l’emozione che mi invadeva. Il desiderio di vivere fino in fondo quell’emozione e magari poi descriverla e non importa con quale mezzo, ecco, si, un sentire la vita, un inspirare con tutto il corpo. La meraviglia, il desiderio, il sogno, che questa bellezza possa raggiungere il più persone possibile. Il ricevere doni e il desiderio e la volontà di restituirne, forse. Poi con il tempo, gli strumenti, la crescita, l’esperienza è divenuta sempre più una responsabilità etica, umana, sociale senza mai perdere però quel guizzo irrefrenabile e collegato a qualcosa di più alto ed altro. Un meraviglioso luogo, non-luogo; la possibilità delle possibilità.
2. Come riesce ad esprimere l’Arte? Credo di riuscire a creare, quindi a dar vita a qualcosa, nel momento in cui scelgo di fluire, di accogliere bellezza e provare a restituirne. In un secondo momento c’è tanta ricerca, ricerca priva di razionalità. _Warburg le definisce molto bene descrivendole come relazioni tra forme apparentemente diversissime ma con delle affinità dei contenuti. Segue una ricerca più approfondita e nozionistica che spesso tocca gli ambiti più disparati; dall’antropologia, all’archeotipologia, dalla filosofia alla psicologia, dalla scienza al mito o la favola. Mi piace giocare sui significati, le etimologie, ma do molta importanza anche all’aspetto sociale e pedagogico. Tutto questo, nel tempo mi ha portato alle pratiche partecipative, con condivisioni collettive e condivise. Da oggetti poetici, installazioni, video, videoinstallazioni ad atti rituali e condivisi perché come sottolinea Umberto Galimberti nella prefazione a “Sud e Magia”, attraverso le metastorie credo possano essere reintegrate le limitazioni umane perché riassorbite e relativizzate. Ma esprimo l’Arte quotidianamente, essendo, come vi descrivevo nella risposta precedente parte integrante della meraviglia nei confronti della vita, dell’uomo, della natura e del mondo. La bellezza delle piccole cose quotidiane, la bellezza nella cura, nei dettagli, la bellezza del sentire e infinite possibilità per provare a descriverla e a restituirne. Non è sempre semplice, non lo è affatto ma le volte che accade, che accade quel sentirmi parte del tutto riesco a farne scorta per tempi più bui o duri.
3. Come è cambiata l’Arte a livello comunicativo nel corso dei secoli? Non è strettamente il mio campo di indagine ma per curiosità intellettuale ho sempre cercato di approfondire i cosa|come|perché e credo, ma ogni definizione, seppur con approfondimenti è pur sempre una verità tra le verità, perché una visione personale seppur tendente all’universale. L’Arte cambia e si trasforma con il mutare della società. Ogni periodo storico è stato raccontato, scomposto, reinventato, o sostenuto dall’Arte. Con una investigazione, delle metodologie e risposte differenti. Solo in età arcaica era parte integrante della vita, intima e sociale; forse solo allora tendeva davvero a qualcosa di più alto ed altro perché in comunione con la natura. Da allora in poi, attraverso forme differenti, nel suo nucleo centrale intatto credo sia stato il luogo di tutte le possibilità in risposta ad un appiattimento dato dal potere dominante. La sua comunicazione si è trasformata assieme all’evoluzione della tecnica, della scienza. Dall’analogico al mediale al multimediale. Preferisco però concentrarmi sempre sulle possibilità ancora inesplorate. Scrive bene Ernest Fisher in “L’Arte è necessaria?” che l’Arte potrà estinguersi solo quando perirà l’umanità; nel suo nucleo centrale vi è il desiderio pulsante del comunicare. Finché vivremo o sentiremo la vita pulsare questo bisogno di comunicare vivrà con noi; e quando non è così molto spesso l’uomo non è in un equilibrio bio-psico-sociale.
4. Che rapporto ha con i nuovi mezzi di comunicazione, social soprattutto, e in che modo questi, eventualmente, hanno cambiato il suo modo di comunicare con il suo mondo dell’Arte? Come per ogni mezzo cerco di comprendere se sia per me comodo, se utile, se piacevole, se può portare bellezza nella mia vita e nella condivisione. Li ho utilizzati con curiosità, son stati una finestra sul mondo, avendo scelto una vita di periferia, lenta e bruciante, sì, ma lontana da tante cose. Mi ha permesso di conoscere molte persone, di viaggiare e di far viaggiare il mio mondo nel mondo. Non credo abbiano modificato il mio modo di comunicare l’Arte, credo solo che lo abbiano aperto alla condivisione con più persone. Ora, molta parte della mia ricerca, che è sempre stata come descrivevo prima, una grande avventura e ricerca di immagini, fotografie delle piccole scoperte o cose quotidiane, musica, incontri, poesia, teatro, cinema, testi dai più disparati; si trovano in un luogo-non luogo che è di tutti. Dal mio mondo al mondo tutto; con tutte le cose buone o meno che questo voglia significare. Ricevo doni ed ho fatto la scelta di restituirne anche attraverso i nuovi mezzi di comunicazione che spesso portano ad uno sguardo frettoloso, superficiale, ma non m’importa; sono solo concentrata sulla bellezza che per me è una scelta di vita.
5. Qual è lo strumento e la metodologia di comunicazione che preferisce adoperare? Utilizzo gli strumenti e le metodologie di comunicazioni più disparate, in genere che parlano la stessa lingua della ricerca che sto affrontando in quel dato momento. Tutta la mia ricerca e poetica si muovono attorno all’idea di contatto, quindi di comunicazione in senso lato; creare relazioni, collegamenti attraverso parole, gesti, azioni. In questi ultimi anni ho dato molto importanza al corpo, molto spazio ad ricerca dalle angolazioni più differenti che lo riguardassero. Punti di osservazione antropologici, filosofici, psicologici, scientifici, passando per le forme spettacolari e rituali, fino ad arrivare a spunti archeotipologici, biologici, sociali ed anche del gioco. Organismo e ambiente cooperano ma anche i nostri sensi e la psiche; l’ascolto è un processo sia fisico che cognitivo. Corpo, emozioni, nozioni, azioni in una danza meravigliosa; una danza che fa il corpo mondo. Approfondendo pedagogicamente l’argomento son giunta a teorie di Dewey, Bruner, Vygotschiy, Bruner, Dolci, che sostenevano tutta la mia ricerca approdata ai processi partecipativi. L’immaginazione, quindi l’attività creatrice può farsi mondo attraverso il corpo; il corpo carnaio di segni può divenire il mezzo di comunicazione più sincero. Il corpo attraverso la significazione e attraversando la soglia individuale può portarci ad una comunicazione con la natura e l’altro da sé. Corpo e mondo in una comunicazione e scambio reciproci, attraverso l’esperienza che espande la nostra conoscenza.
6. Cosa ha influito maggiormente nel “salto” della sua carriera da “semplice” artista ad artista riconosciuto e affermato? Non so se questo “salto” sia avvenuto, è tutto così relativo e lontano da ciò che conta davvero. Posso dire però che la mia ricerca ha ottenuto dei riconoscimenti con Residenze Artistiche, la pubblicazione in Cataloghi, la vincita di Concorsi Nazionali ed Internazionali. E’ stata riconosciuta anche in ambito Universitario. Credo sia cresciuta con il senso di responsabilità etica, morale e sociale, con il desiderio di fare sempre più ampia, larga la possibilità di condivisione, che sono cresciute in me, questo sì. Ma per assurdo più cresceva il riconoscimento più tendevo a pensare di lasciare tutto; vivere in campagna e vivere tra le persone che apprezzano le cose semplici in una condivisione lenta e lontana dall’apparire in mezzo alla più alta forma d’Arte che ci è data gratuitamente e cioè la natura. Sopraggiunge però, sempre l’idea poco dopo che questo dono sia anche una responsabilità, come sosteneva giustamente Kandinsky in “Lo Spirituale nell’Arte”. L’Arte è la possibilità delle possibilità ed ascolto, seleziono ed indirizzo, attraverso tempi lenti le mie energie nella direzione di persone e realtà con intuizioni, visioni, utopie e realizzazioni dal cuore grande. Esistono realtà tenaci, sotterranee, di grande etica ed umanità. Realtà che lavorano perché l’Arte possa avere la sua reale, centrale, e meravigliosa funzione di processo fondativo dell’uomo e del suo essere uomo tra gli uomini; in sintonia con il proprio corpo, la propria mente, la società e l’ambiente.
7. Cosa è cambiato nella comunicazione della sua Arte tra prima e dopo il “salto” di carriera della domanda precedente? La parola carriera ha un suono così freddo, pesante e lontano dal mio sentire che è cambiato poco o nulla tra prima e dopo il salto di carriera (che ripeto non so se ci sia davvero stato, perché tutto è relativo). Mi ha permesso di conoscere molte persone, di viaggiare e di far viaggiare il mio mondo nel mondo. Non credo ci sia stato un cambiamento nel mio modo di comunicare l’Arte. Non penso di aver mai avuto altro che il sincero impeto dell’urgenza di ricercare, esprimermi, condividere; creare scambio ed esperienze e il desiderio che questo raggio di azione si allargasse come fanno i cerchi nell’acqua dopo aver buttato un sasso.
8. Volendo dare dei consigli a dei giovani artisti, quali sono le cose che ritiene più importanti suggerire per l’avvio della loro carriera da Artisti?
Come prima cosa mi piacerebbe troppo che lo scambio non fosse solo digitale, vorrei ci fossero gli occhi, i corpi ad interagire nello spazio ma proverò dal mio mondo a comunicare con il vostro, da qui. Dal mio personale e piccolo punto di vista ma sincero.
Come prima cosa concentrarsi sempre sull’Amore; l’Amore è un fenomeno individuale e sociale. Non affrettarsi, non correre, come fanno tutti. Restare in ascolto, darsi il tempo di incontrare il mondo. Molte cose arrivano se si è in ascolto anche senza cercarle. Essere curiosi, con la mente, con il corpo. Scomporre ricomporre; fare le esperienze tra le più disparate per avere uno sguardo largo. Trovare sempre il filo che collega le cose, tutte, è difficilissimo ma entusiasmante. Preoccuparsi della propria sincerità più che della carriera ma riuscire a dare sempre il giusto valore al proprio lavoro.
E poi, vi lascio con un detto Zen, perché scegliendo d’essere sinceri con se stessi e con il mondo, le prove saranno tante e dolorose ma: NON CHIUDERTI NON CHIUDERE NON FARTI CHIUDERE
“GOCCIA un’azione poetica” per “GRAMMATOLOGIE” ricerca e progetto di Tesi di Simona La Neve, Arti Visive e Studi Curatoriali, NABA, Milano | anno accademico 2019-2020
GOCCIA un’azione poetica Michela Tobiolo, 2020 | immagine fotografica con interventi pittorici e naturali Per «GRAMMATOLOGIE» ricerca e progetto di Tesi di Simona La Neve, Arti Visive e Studi Curatoriali, NABA, Milano
dal rumore insistente all’ascolto poetico | IL LINGUAGGIO NON E’ DELLA LINGUA MA DEL CUORE | l’amore è un fenomeno individuale e sociale
NEL RESPIRO CHE RESPIRA IL TUO RESPIRO IL TUO CORPO E’ LA SUA PORTA
A QUEL FEMMINEO LATTIFERO, ACCOGLIENTE, FERTILE E RIGENERATIVO _presente in ogni donna e uomo e oltre ogni genere
maggiori dettagli del processo qui
dal rumore insistente all’ascolto poetico VERDE LINGUA MADRE vena_goccia_fonte
Il silenzio non è sempre chiusura ma può spesso divenire, ascolto. E’ facoltà dei nostri cinque sensi; è corpo, l’ascolto. È accogliere sé, l’altro, il Mondo.
Ci insegna il silenzio, l’ascolto; la Natura. Ci insegna l’interconnessione; La Natura. Ci insegna ad Amare.
* Il linguaggio non è della lingua ma del cuore l’Amore è un fenomeno individuale e sociale
“CIRCUMNAVIGARE LA SOGLIA ° RICORDARE LA SUA FORMA INTERA custodi di echi mai dimenticati” | EURO-ARAB ARTODAY | Art spreads Hope
“CIRCUMNAVIGARE LA SOGLIA ° RICORDARE LA SUA FORMA INTERA custodi di echi mai dimenticati”
“CIRCUMNAVIGATE THE BORDER ° REMEMBER ITS ENTIRE FORM custodians of never forgotten echoes”
45 artisti da 10 paesi differenti Uno scambio prezioso per ognuno di noi, una possibilità grande per l’emergenza di ogni paese coinvolto
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45 artists from 10 different countries. A precious exchange for each of us, a great possibility for the emergency of each country involved
due foto in bianco e nero del 2013, stampate e ritoccate manualmente con interventi pittorici, 2020due foto in bianco e nero del 2013, stampate e ritoccate manualmente con interventi pittorici, 2020
SPREADS HOPE Esposizione online organizzata da Euro-Arab Artoday Organizzazione che mira a sostenere l’interazione culturale tra i popoli arabi ed europei con eventi, esposizioni, workshop e corsi di formazione, patrocinata dall’Associazione per il sostegno delle relazioni arabo-europee (ASREA).
_Curatrice Shereen Badr per approfondimenti: https://www.euroarabartoday.com/online/ -Parte dei ricavati delle vendite dell’Espozizione saranno diretti al trattamento delle persone con COVID-19 virus nei vari paesi coinvolti dall’iniziativa
Michela Tobiolo “CIRCUMNAVIGARE LA SOGLIA ° RICORDARE LA SUA FORMA INTERA custodi di echi mai dimenticati”, 2020
PRIVATI DEL CONTATTO RITROVARE IN SE’ LA FONTE
° E’ L’INCANTO A RIGENERARE L’UMANO ESSERE INSIEME DALLE RADICI FINO ALLA FINE DEL CIELO CUSTODI DI ECHI MAI DIMENTICATI
Vincitrice del Concorso Internazionale Art Mogao Caves | L’Italia incontra la Cina
Vincitrice del Bando “ART MOGAO CAVES” promosso dall’Accademia dei Romani Rome Fine Arts Institute per conto della Gansu Silk Road International EXPO, nato con lo scopo di incentivare lo scambio internazionale e promuovere la valorizzazione dell’arte rupestre (Grotte di Mogao sulla Via della Seta, sito Unesco Patrimonio Univesale dell’Umanità).
25 Artisti provenienti da tutta Italia hanno realizzato 25 Sculture stampate in 3D per il Sito Unesco delle Grotte di Mogao, che VERRANNO INSTALLATE LUNGO LA VIA DELLA SETA
Vincitrice, tra i 25 artisti selezionati con una scultura ispirata alla vita ed all’opera di CAO YIJIN.
La figura di Cao Yijin porta con sé una storia densa di significati. Per il progetto che ho sviluppato: «TANTE STRADE ED UNA VIA ° 许多道路和一条路线 »
ho immaginato una figura stagliata contro il cielo. Una figura eretta ma morbida; tutta concentrata verso un luogo interno ma aperta al mondo. Desideravo raccontasse i valori ed il pensiero di un uomo che ha scelto come via, l’unica via che ci fa UNO; la via del cuore. I segni incisi nel legno (dopo un’attenta ricerca di illustrazioni ed immagini della tradizione antica cinese), desideravo ne raccontassero le aspirazioni, le qualità, la consistenza. . .
“La goccia scava la roccia ° la roccia può fiorire”
Art Mogao Caves – Concorso di Scultura Contemporanea Agosto 2019
indirizzato ad Artisti italiani, Associazioni di categoria, Accademie belle arti Italiane, liberi professionisti.
La commissione italiana: Presidente Prof. Luciano Massari Direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Carrara, Prof. Nunzio Di Stefano artista scultore vincitore del premio scultura della Biennale di Venezia, Prof. Ciriaco Campus prof. di scultura Dell’Accademia di Belle Arti di Roma . .
Committenza cinese la Gansu Silk Road International EXPO (Cina) La commissione cinese così costituita:
ELENCO COMMISSARI CINESI
He E membro del National Urban Sculpture Art Committee, direttore esecutivo della Chinese Sculpture Society, vicepresidente della Gansu Provincial Artists, direttore della China Artists Association
Wang Lianren un membro della China Artists Association, un membro della Gansu Provincial Federation of Literary and Art Circles, e un vice presidente a tempo pieno della Gansu Provincial Artists Association. È impegnato nella creazione di pittura cinese e nella critica d’arte
Ma Qiang, direttore dell’Istituto di Belle Arti dell’Accademia di Dunhuang, ricercatore, membro della China Artists Association, membro del Comitato di Belle Arti della China Artists Association, direttore della China Gongbi Painting Association, professore professore del dipartimento di pittura murale della Central Academy Of Fine Arts e tutor post-laurea del Beijing Fashion Institute.
Zhang wei il direttore e ricercatore associato del Creative Research Center della China Academy of Art del Chinese Sculpture Institute e un membro della Japan Society of Environmental Art. Uno dei pochi artisti di dottorato cinesi che hanno ottenuto la pratica dell’arte della scultura.
Li Jifei, Curatore del signor Wu Weishan, direttore del National Art Museum of China, scultore a tempo pieno del Chinese Sculpture Institute della China Academy of Art, giovane scultore del Young Sculpture Center del Chinese Sculpture Institute, membro degli artisti russi Associazione
Fu Xiangbo assistente bibliotecario del Fine Arts Institute della Dunhuang Academy, capo dello studio di scultura del Fine Arts Institute, laureato presso il Dipartimento di Scultura della Central Academy of FineArts, specializzato nello studio delle sculture tradizionali cinesi.
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presentazione CATALOGO residenza artistica SENSE | MABOS | Museo d’Arte del Bosco della Sila
video documentativo dell’azione rituale e condivisa CORPO DI STELLE | dalla terra attraverso il mare fino a raggiungere il cielo | Michela Tobiolo
CORPO DI STELLE | dalla terra attraverso il mare fino a raggiungere il cielo Nasce con il desiderio, la speranza e la volontà di trovare una fisicità, intenzionalità e significazione che dialoghino con la vita; che pongano l’attenzione sul piccolo, sul dettaglio, sul qui ed ora che ci fanno corpo, mondo e poi di più. Un ritorno all’origine che è dentro di noi. Un rito condiviso e collettivo che ci faccia sentire uno.
lavorazione installazione poetico-ambientale di un ramo _trovato già abbattuto e ferito di 4mx2m circa
antico canto calabrese tramandato oralmente. la signora Caterina me ne farà dono, io lo restituirò alla collettività. _canto dedicato al culto della Madonna che diverrà canto a Madre Natura
Un’installazione ed un rito che ci ricordino che siamo molto di più e molto più a fondo e molto più in alto; nel silenzio della nostra individualità e nella condivisione.
CORPO DI STELLE | azione rituale e condivisa, 2018
E’ l’incanto a rigenerare l’umano; essere insieme dalle radici fino alla fine del cielo. Custodi di echi mai dimenticati.
“Corpo di Stelle di Michela Tobiolo, si colloca nel presente dell’Arte della Performance, pur non riconoscendosi come tale: «Non la chiamerei performance perché non faccio teatro. Non preparo dei movimenti o dei dialoghi definiti, seguo le sensazioni, e non è il mio io ad essere protagonista» ci dice l’Artista. Quindi cos’ è Corpo di Stelle? E’ un’azione rituale condivisa, un’azione che può apparire tempo presente, ma che nel suo atto ontologico si fa rito primitivo e tribale volto all’ancestrale desiderio umano di ritornare all’unità con la Natura. Natura troppo spesso vissuta e percepita come avversa, esistenza aliena a noi esseri animali dotati di raziocinio. La ricerca artistica della Tobiolo, si è nutrita negli anni dei suoi studi multidisciplinari, approfondendo varie discipline (umanistiche, filosofiche e sociali) che riappaiono liberamente espresse in una visione artistica densa di richiami a simbologie prese in prestito da diverse tradizioni culturali. In Corpo di Stelle, il simbolo egemone, è l’oggetto scultoreo. Il corpo ligneo è attore principale antropomorfizzato, da ciò che può apparirci (lasciandoci trasportare dall’immaginazione) testa di cielo stellato fino alla diramazione biforcuta degli arti inferiori, gambe di tramonto che ricollegano l’attore (così come lo spettatore) al suolo boschivo della Sila. «E’ come un volo pindarico con la mente, non dimenticando il ritmo della gravità che ci tieni legato alla superficie terrestre». Ritmo che entra nell’azione rituale con il battito delle pietre, componente tribale che unita ad un canto antico calabrese (canto arcaico sulla Madonna, non vincolato nel suo utilizzo al significato meramente cattolico, bensì ad una valenza più ampia di donna/madre universale) costituisce la componente catartica, espressa in un rudimentale accompagnamento musicale, degno di remote tribù. L’ artista si inserisce all’interno del rito, vestita come fosse una Eva rinata (o nata per la prima volta) pronta a dialogare con il simbolo-attore antropomorfizzato legno. Un dialogo di sguardi e gesti, un corpo a corpo che genera un incontro, un dialogo muto. In questo momento si realizza il nucleo espressivo dell’opera: l’abbandono totale dei meccanismi dell’uomo contemporaneo, sempre più lontano dalla sua natura istintiva-animale. Il rientro di Eva (e dello spettatore che osserva il dialogo) nel corpo altro, che abbraccia e accarezza. Eva (che raccoglie in sè tutte le parti del femminile) attua un processo di immedesimazione istintiva con il Corpo di Stelle, anche rivestendosi di stelle svolazzanti dei medesimi cromatismi, fondendosi con il simbolo che condensa e riunisce in se tutti gli elementi naturali (acqua, aria, terra, fuoco). Corpo di Stelle ci appare sul finale dell’azione rituale, uno e doppio, da un sacchetto la Tobiolo estrae il corpo di stelle frammentato in piccole porzioni di cielo stellato, regalandone una manciata ad ognuno dei presenti, indicando con lo sguardo la possibilità di restituirle al corpo di stelle attore antropomorfizzato (totem poetico tribale) o di scegliere cosa farne. L’azione rituale condivisa, riesce così a coinvolgere ulteriormente lo spettatore, trascinandolo in un unico simbolo primigenio: lo spazio naturale.” . .
testo di Antonio Di Cori LA NATURA E’ ARTE | Catalogo Residenza MABOS | Museo del Bosco della Sila, GALILEO EDITORE, 2019
Premio VAA-Video Art Award | Accademia Tadini, Lago d’Iseo
http://www.centroluigidisarro.it/ VAA VIDEO ART AWARDS – “OLTRE IL CORTO/BEYOND SHORT FORMAT” – Concorso internazionale per video artisti TSOGA CENTRE, PHILIPPI, CAPE TOWN, Sudafrica CORTO LOVERE | Accademia tadini, Lago d’Iseo
Il Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro torna a CortoLovere con i finalisti del premio VAA-Video Art Award. I 10 video finalisti e i vincitori del contest promosso da Centro Di Sarro, Istituto Italiano di Cultura di Pretoria e cortoLovere saranno proiettati al festival internazionale del cortometraggio sul Lago d’Iseo presso l’Accademia Tadini. Contest dedicato alla Video Arte, nato dall’esigenza di incentivare la produzione artistica nell’ambito dell’immagine in movimento per offrire una ribalta alla sperimentazione nel campo dell’audiovisivo e contemporaneamente sviluppare occasioni di scambio e confronto sul tema della sostenibilità ambientale, economica e socio-culturale. Il Video Art Award è stato lanciato in prima edizione fra Italia e Sudafrica nel 2018.
I Vincitori del VAA sono Luca Coclite, per l’Italia con l’opera Solitary Gardens e Kamyar Binesh Tarigh per il Sudafrica con l’opera Shelter.
I Finalisti sono per l’Italia: Ilaria Biotti (8’20” – On Time Traveling),Gilda Li Rosi (Migration), Caterina Pecchioli (Mani Nostre: Valeria), Michela Tobiolo (Entra in questa ferita); per il Sudafrica: Nonkululeko Chabalala (Nobody Wana See Us Togheter), Rory Emmet (Concerning Alchemy), Faith XLVII (Aquq Regalia), Thania Petersen (Salt).
Tra i dieci artisti selezionati con ENTRA IN QUESTA FERITA | il dolore da bruciare è la porta da spalancare Michela Tobiolo, 2015 . . progetto visibile integralmente: qui elementi poetico rituali compositivi del VIDEO: http://www.michelatobiolo.com/?portfolio=perdonare-per-donare
scrivevo per l’adesione al Concorso Internazionale VAA VIDEO ART AWARDS – “OLTRE IL CORTO/BEYOND SHORT FORMAT”promosso dal Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma, 2018 —del quale fui Finalista: come se fosse indispensabile viaggiare dentro la propria ferita, vederne cambiare i colori, in una trasformazione Alchemica che fa il mutarsi del proprio dolore vicino al mutarsi della Natura. Comprendere così d’essere parte del tutto ed in quel tutto riuscire a vedere la Natura come Divinità e Martire alla quale, noi, non possiamo che inchinarci tornando alla nostra radice ed alla nostra ancestrale connessione con il Selvaggio. Io e tu. Io e altro da me.
E se fosse trovare un passo e poi un ritmo che traccino la strada, grazie a così tanta Bellezza, io lo Auguro ad ognuno di noi. Un ritmo che riporti la Bellezza al centro e passi consapevoli e custodi di qualcosa di più grande; a ricongiungersi poi, in una strada sempre più larga ed ampia. Verso un futuro sostenibile.
ulteriori selezioni: IX London Biennale, curata da DAVID MEDALLA e da ADAM NANKERVIS, coordinatore internazionale Studio.Ra e la gellaria-studio RO.MI. (quartiere Appio Latino), Roma, 2016 . . XVIII Biennale di Penne e Nocciano Museo di Arte Moderna e Contemporanea MaMec – Penne (Pe) a cura di Antonio Zimarino e Martina Lolli, 2015
MABOS | Museo D’ Arte del Bosco della SILA | RESIDENZE ARTISTICHE SENSE
MABOS | Museo D’ Arte del Bosco della SILA RESIDENZE ARTISTICHE SENSE 23 Agosto – 1 Settembre 2018 http://www.museomabos.com/ . .
pogetto presentato > INSTALLAZIONE ed AZIONE poetico rituale “CORPO DI STELLE dalla terra attraverso il mare fino a raggiungere il cielo”
lavorazione installazione poetico-ambientale di un ramo _trovato già abbattuto e ferito di 4mx2m circa
antico canto calabrese tramandato oralmente. la signora Caterina me ne farà dono, io lo restituirò alla collettività. _canto dedicato al culto della Madonna che diverrà canto a Madre Natur
ll terzo appuntamento con le residenze Sense prende il nome “Fresco”. Giorno 23 agosto 2018 inizierà la residenza di tre Artisti, Giuseppe Ferrise, Meri Tancredi e Michela Tobiolo, in parallelo alla residenza del giovane Critico d’arte Antonio Di Cori.
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CORPO DI STELLE ° dalla terra attraverso il mare fino alla fine del cielo, installazione
Il concorso promosso dal Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro di Roma si rivolge a giovani artisti attivi nel campo della video arte. Il progetto è realizzato con il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria e con la collaborazione della associazione sudafricana Rainbow Media NPO e di CortoLovere. Il bando è un’opportunità per incentivare la produzione artistica dedicata all’immagine in movimento individuando e premiando le migliori opere video prodotte da artisti emergenti sul territorio dei paesi coinvolti. CENTRO LUIGI DI SARRO > http://www.centroluigidisarro.it/ . . .
Finalista, tra i cinque artisti italiani che si uniranno ai cinque artisti africani selezionati per VAAV VIDEO ART AWARD, in una mostra che si terrà a CAPE TOWN il 24 Marzo durante l’Italian Art Day e poi in Settembre al Festival internazionale CortoLovere. . . selezionata con il video “ENTRA IN QUESTA FERITA ° il dolore da bruciare la porta da spalancare”
materiale fotografico elaborato digitalmente e con interventi pittorici manuali
“Se raggiungere la barriera del suono significa scontrarsi con un limite che ha la consistenza di muro – per quei velivoli impreparati a sostenere tale velocità – cosa succede quando siamo noi un muro per gli altri? La velocità che esperiamo giorno per giorno ci ha anestetizzati rendendoci individui opachi e poco permeabili alle sensibilità altrui. Siamo aerodinamici, ma per questo snelli, elusivi e sfuggenti: quando si va troppo veloce il cambio di rotta non è contemplato e l’unico incontro possibile con l’altro è la collisione.
Vivre, c’est passer d’un espace à l’autre en essayant le plus possible de ne pas se cogner. (G. Perec)
Per uscirne indenni bisogna bucare quella membrana dinanzi a noi, penetrare simbolicamente la nostra pelle per creare un varco, immergersi nel profondo dell’epidermide e ritrovare il luogo primigenio delle nostre emozioni. A invitarci in questo viaggio sono i lembi di una ferita, una soglia verso l’oltre del sé cosciente, ma anche l’apertura totale e l’accoglienza dell’altro da sé. Disposti a lasciarci attraversare, si inizia questo percorso insieme, nei meandri ipnotici di un taglio dove il suono si trasforma in risonanza. Nella ricerca di Michela Tobiolo la ferita diviene l’antro di questa metamorfosi, si moltiplica, si fa più grande, ci costringe ad affrontarla, proponendosi come tappa iniziale di un viaggio iniziatico che prevede silenzio e solitudine, verso la presa di coscienza del proprio essere. Ausiliari nel viaggio sono gli oggetti rituali e poetici, strumenti costruiti dall’artista con tessuti, filo, ornamenti e materiali naturali. La sacralità sprigionata dagli ex voto di Michela Tobiolo deriva dagli oggetti di recupero e dagli elementi che l’artista trova in natura evocanti un senso di profonda comunione con essa. Affine alla ricerca di Ana Mendieta, l’artista recupera un sentimento di appartenenza panica per trarre dal ciò nuova linfa vitale; di Kiki Smith sono il misticismo e l’initimità della natura presenti nelle opere di Michela, una natura intesa come grembo fertile e accogliente in grado di ricucire assieme le reliquie di una vita e di tessere un senso di maternità che leghi ogni essere vivente. Questo il percorso umano e spirituale proposto da Michela Tobiolo dove la musica e la magia esistono ma vengono da un ascolto profondo dell’individuo; nessun cambio di rotta e nessuno scontro sono previsti, solo la suggestione dell’inizio di un viaggio di rinascita.”
testo di Martina Lolli
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Onorata di essere tra i cinque finalisti italiani e felice che questo progetto voli fino in SudAfrica. Mi piace immaginare quella porta, quel varco, come un ponte. Un ponte tra il sè e l’altro da sè; in ogni luogo, in ogni tempo. Sempre. Tutto il mio cuore sarà con loro
Catalogo “Residenze d’Artista BoCs Art. Cosenza 2015/2016”, a cura di Alberto Dambruoso e Annalisa Ferraro | Manfredi Edizioni
Catalogo “Residenze d’Artista BoCs Art. Cosenza 2015/2016”, a cura di Alberto Dambruoso e Annalisa Ferraro, pubblicato da Manfredi Edizioni.
Felice di aver fatto parte di questo prezioso progetto in un luogo indimenticabile, con l’azione rituale e condivisa LA VERITA’ TUTTA INTERA E’ NELLA NOTTE | lascia che ricresca il nuovo
atto rituale condiviso e collettivo, composto da una parte installativa, nel piano inferiore (Desidera, perdonare ° per donare, disimparare la paura), da una proiezione video a vetro al piano superiore (liberati, lo puoi) e da un atto conclusivo, rituale e condiviso attorno al fuoco ed al suono della lira e del tamburo, calabresi, nel quale lasciare bruciare via il proprio dolore . Se al piano inferiore attraverso gli oggetti rituali, ed installativi, ci si può ritrovare attraverso le forme visibili, alle porte dell’ invisibile e verso il segreto, al piano superiore, attraverso il video e il potere taumaturgico della parola possiamo intravedere la possibilità di liberarci, è nell’ atto rituale e collettivo che può avvenire la trasformazione.
Lasciando che ogni cosa si rivelasse, passo dopo passo, senza certezze né volontà di dominio, con il solo ascolto. Da un viaggio intimo ad un viaggio collettivo, dove il ritmo si fa respiro ed ogni respiro porta via, assieme al fuoco, ogni paura. Ogni azione è istintiva, rituale e produttrice di nuovi ed ulteriori significati.
Il braciere, argento specchio, conclusosi l’ atto rituale, accoglie la cenere. Dolore che si fa cenere. Cenere che si fa stelle.
e felice d’essere nel catalogo che racconta la storia, il cuore di BoCs Art e le prime dieci sessioni di residenza
Il braciere, argento specchio, conclusosi l’atto rituale, accoglie la cenere. Dolore che si fa cenere. Cenere che si fa stelle.
Stelle come desiderio ritrovato.
Il volume racconta la nascita, la concretizzazione e la crescita delle Residenze d’Artista BoCs Art, un progetto innovativo e ambizioso, fortemente voluto dal Comune di Cosenza, portato avanti con impegno e dedizione da I Martedì Critici, che ha incontrato la passione, l’entusiasmo e la professionalità di ormai più di 330 artisti. Il catalogo è dedicato alle prime dieci sessioni di residenza, svoltesi tra luglio 2015 e ottobre 2016, e in 264 pagine raccoglie le testimonianze dei 220 artisti che, durante la prima edizione del progetto, hanno visitato, conosciuto e vissuto Cosenza, trovando in essa materiale e ispirazione per proseguire la propria ricerca. Progetti, opere e allestimenti, il volume è il racconto dettagliato ed intenso dei lavori realizzati dagli artisti durante il soggiorno a Cosenza, donati alla città ed entrati a far parte della collezione del BoCs Art Museum, uno spazio espositivo interamente dedicato al progetto di Residenze, testimonianza della produzione artistica e delle modalità tecnico-espressive degli anni d’oggi.
Dopo i saluti del Direttore dell’Accademia, Prof. Giuseppe Gaeta, interverranno il Prof. Alberto Dambruoso e la Dott.ssa Annalisa Ferraro, autori del volume, il Prof. Marco Di Capua, il Prof. Guglielmo Gigliotti, Prof. Aniello Barone, docenti presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
1 Marzo 2018 | ore 17:00 Accademia Delle Belle Arti di Napoli Via S. Maria di Costantinopoli, 107, Napoli
SEI TU ° LA MINIERA | Michela Tobiolo per Dimensione fragile | Biblioteca Vallicelliana, 2017
Fragilità intima che si intreccia con la fragilità di ognuno. Consapevolezza intima che può farsi, poi, consapevolezza sociale.
Trama ed ordito. Quello che è in superficie e ciò che è dentro. _ciò che è consapevolezza e ciò che può diventarlo. Il filo come percorso di ognuno e percorso alla sua origine per tutti. Arte e Vita. Io e tu. Io e altro da me.
SEI TU ° LA MINIERA immagine fotografica con interventi pittorici e di cucito dall’ azione Rituale e Condivisa omonima presentata in occasione di “OPUS & LIGHT” MADONNA del POZZO, Spoleto, Agosto 2017 copia 1/3
MICHELA TOBIOLO “SEI TU ° LA MINIERA”OPUS & LIGHT | MADONNA del POZZO | Spoleto
a chiusura dell’ esposizione ”SUDARIO-UNICA RICHIESTA DI AIUTO AL PADRE” di Meri Tancredi 30 Luglio – 31 Agosto 2017 (Installazione site-specific visibile ad orario continuato, giorno e notte fino al 31 Agosto 2017)
MICHELA TOBIOLO “SEI TU ° LA MINIERA” Azione rituale e condivisa 31 Agosto 2017 ore 21:00
Ideazione e progetto: STUDIO A’87 – in collaborazione con Palazzo Collicola Arti Visive e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto
sul progetto: SEI TU ° LA MINIERA , visibile integralmente: qui
MATRICE oggetto rituale e poetico
MATRICE oggetto rituale e poetico, Reliquia dell’amore universale “Ex voto all’ Umanità, all’ Animalità ed alla Madre Terra” divinità, alla quale l’uomo non può che inchinarsi tornando alla sua radice ed alla sua ancestrale connessione con il selvaggio.
Terra a ribollire, acqua a respirare Alle fonti del Clitunno, portare con me le acque Sacre e Sorgive, per versarle poi nel Pozzo della Chiesetta (Arcaico pozzo, inglobato dalla Chiesetta della Madonna del Pozzo)
azione rituale collettiva
video documentativo dell’azione rituale e condivisa
Il progetto “Opus & Light” di Studio A’87 prevede interventi di artisti contemporanei nello spazio della chiesetta Madonna del Pozzo presso Porta Monterone a Spoleto, ingresso sud della Città medievale, sull’antico tracciato della Via Flaminia: installazione di un’opera a confronto con la specificità del luogo.
Bernardino Campilio da Spoleto è l’autore dell’affresco della Madonna del Pozzo datato 1493 (parete di fondo, restaurato nel 2000 da Mariella Farinelli): “La combinazione degli elementi stilistici, ornamentali e grafici consente di attribuire questo trittico murale (Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Pietro martire patrono di Spoleto) a Bernardino Campilio da Spoleto, artista estroso di cui si sa che oltre a dipingere si dilettava anche di poesia e di musica (suonava cetra e liuto). Era nativo di Lenano, nei pressi di Campello, località da cui prese il nome latinizzato “Campilius”, e lasciò opere in tutto lo Spoletino, nella Valnerina meridionale e nel Piceno. Fu in contatto con Pier Matteo d’Amelia all’epoca del polittico di Terni (1483). L’influenza del maestro amerino si palesa nel san Giovanni Battista del presente affresco e nel medesimo santo del trittico di Arrone oggi ridotto alla sola predella firmata e datata 1487 (oggetto di prossima pubblicazione). Può considerarsi l’ultimo pittore autoctono spoletino prima dell’avvento di Giovanni Spagna e di Jacopo Siculo, seguaci e divulgatori rispettivamente del Perugino e di Raffaello” (Romano Cordella).
A QUEL FEMMINEO, STRUMENTO D’AMORE INTRASPECIE presente in ogni donna, uomo e oltre ogni genere LATTIFERO, ACCOGLIENTE, FERTILE E RIGENERATIVO
BoCs Art Cosenza | residenze artistiche II sessione dell’anno 2016 10.10.2016 | 30.10.2016 | Cosenza con LA VERITA’ TUTTA INTERA E’ NELLA NOTTE | lascia che ricresca il nuovo | esperienza installativa e di azione rituale e condivisa
atto rituale condiviso e collettivo, composto da una parte installativa, nel piano inferiore (Desidera, perdonare ° per donare, disimparare la paura), da una proiezione video a vetro al piano superiore (liberati, lo puoi) e da un atto conclusivo, rituale e condiviso attorno al fuoco ed al suono della lira e del tamburo, calabresi, nel quale lasciare bruciare via il proprio dolore . Se al piano inferiore attraverso gli oggetti rituali, ed installativi, ci si può ritrovare attraverso le forme visibili, alle porte dell’ invisibile e verso il segreto, al piano superiore, attraverso il video e il potere taumaturgico della parola possiamo intravedere la possibilità di liberarci, è nell’ atto rituale e collettivo che può avvenire la trasformazione.
Lasciando che ogni cosa si rivelasse, passo dopo passo, senza certezze né volontà di dominio, con il solo ascolto. Da un viaggio intimo ad un viaggio collettivo, dove il ritmo si fa respiro ed ogni respiro porta via, assieme al fuoco, ogni paura. Ogni azione è istintiva, rituale e produttrice di nuovi ed ulteriori significati.
Il braciere, argento specchio, conclusosi l’ atto rituale, accoglie la cenere. Dolore che si fa cenere. Cenere che si fa stelle.
Permettersi d’essere qualcosa di diverso, sentire nascere il giorno
“Quante personalità con cui confrontarci in questi straordinari Bocs! Si sente in lontananza, dall’area 2, un suono ancestrale di tamburi. Sono le prove del rito di Michela Tobiolo, un viaggio nella propria notte attraverso metamorfosi fisiche e dell’anima. E’ davvero un rito: ci sarà una vestizione, ci sarà il fuoco, ci saranno luoghi da attraversare e il ritmo del tamburo. Un approdo per l’anima dal dentro al fuori e viceversa, attraverso l’energia creatrice e benevola dell’Arte.”
Nato nel 2015 da una idea del Comune di Cosenza, in collaborazione con I Martedì Critici e con la curatela di Alberto Dambruoso, il progetto Residenze Artistiche Bocs Art Cosenza è parte di un finanziamento dell’Unione Europea, volto a riqualificare alcune zone depresse del sud Italia. Sono 27 box i prefabbricati ed ecosostenibili, destinati ad ospitare gli artisti che nel periodo della residenza sono chiamati a realizzare un lavoro. Con questi ultimi artisti Cosenza e il progetto Bocs Art hanno offerto ospitalità, a partire dal luglio del 2015, a più di 230 artisti con l’obiettivo di costruire un sostanzioso nucleo di opere per il nascente Museo d’Arte Contemporaneo cittadino.
Raffaella Romano, Piero Chiariello, Jasmine Pignatelli, Caterina Arcuri, Antonella Raio, Luca Guatelli, Federico Losito, Dunia Mauro, Tiziano Bellomi, Isotta Bellomunno, Meri Tancredi, Elena Diaco Mayer, Dario Agrimi, Alessandra Abbruzzese, Paolo Migliazza, Simone Bubbico, Michela Tobiolo, Noemi Vola, Guerrilla Spam
pdf progetto LA VERITA’ TUTTA INTERA E’ NELLA NOTTE residenza> download
installazione video | costume | azione rituale e condivisa
video documentativo dell’azione rituale e condivisa
SYNCHRONISATIONS – SYNCOPATIONS IX London Biennale, a cura di DAVID MEDALLA e ADAM NANKERVIS
1 | 2 | 3 Maggio, London Biennale, Roma
SYNCHRONISATIONS – SYNCOPATIONS è la tematica della IX London Biennale, scelta da DAVID MEDALLA, fondatore e direttore e da ADAM NANKERVIS, coordinatore internazionale. . . presente con ENTRA IN QUESTA FERITA | il dolore da bruciare è la porta da spalancare, 2015 . .
Entra in questa ferita è concepito come approdo verso l’altro. La ferita restituisce ciò che nascondeva, divenendo porta da varcare, luogo da attraversare perché si possa attuare la metamorfosi. Dal dentro al fuori e dal fuori al dentro, dalla dimensione intima alla dimensione collettiva in un flusso che sia balsamo per la ferita del sé e dell’altro.
video di 4:10 minuti 2015 (montaggio in stop-motion di materiale fotografico con interventi pittorici e materiale fotografico di elementi pittorici tridimensionali)
Michela Tobiolo “Abbicura di lei (di te)” Acquisizione Collezione D’Arte della Fondazione Pescara Abruzzo
Abbi cura di lei (di te), 2016 Tra le vincitrici di “Opere d’ Arte per la tutela ambientale” Acquisizione Collezione D’ Arte della Fondazione Pescara Abruzzo
Abbi cura di lei (di te) Il ramo, simbolo della Madre Terra, si fa divinità e martire, alla quale l’uomo non può che inchinarsi tornando alla sua radice ed alla sua ancestrale connessione con il selvaggio. Sulla mano che indica la terrà una piccola medaglietta indica: “Sei tu”, come monito e come promessa di rinnovata consapevolezza e Augurio di riconciliazione con la manifestazione femminile; pulsione creativa, presente in ogni donna e uomo.
Oggetto rituale e poetico, Reliquia dell’ amore universale o “Ex voto all’ Umanità, all’Animalità ed alla Madre Terra”
1 m x 90 cm x 45 cm, 2016 materiali: Ramo, TERRA CHE OSPITAVA IL RAMO (nel sacchetto), tessuti, spago e ornamenti vari in disusoe di recupero. Olio, acrilico, pastello e filo, 2016
“Sei tu”, come monito e come promessa di rinnovata consapevolezza e Augurio di riconciliazione.
Fondazione Pescara Abruzzo 8/23 Aprile Maison Des Arts dal lunedì al sabato dalle 17.30 alle 19.30 | Corso Umberto I, 83 | Pescara
Michela Tobiolo “è qui che abitiamo” | TESTE CREATTIVE 6.0, Pescara | Festival CRACK, Roma
disegni su carta 40cm per 40cm elemento installativo di 1m per 1m circa stampe numerate, 2014
stampe numerate
Corpo come spazio da abitare.
Spazio da abitare come luogo da ridefinire per ridefinirsi. Il sé e l’altro da sé si toccano, si assaporano, si fondono. Il silenzio ed il corpo, nel suo vuoto interiore, si fanno mappa, viaggio e meta del ritrovamento. In questa meravigliosa danza corpo come verità, nutrimento, natura.
progetto presentato in occasione di TESTE CREATTIVE 6.0, Pescara | Festival CRACK, Roma
V.AR.CO. verdiartecontemporanea É un luogo possibile in un contesto impossibile. L’apertura di un passaggio dove non si teme il confronto con le espressioni dell’arte contemporanea. Un limite da oltrepassare.
29 Novembre, 3 Gennaio 2016 in-augur-azione PORTAFORTUNA, L’ Aquila
Una nuova dimensione predisposta alla diffusione della contemporaneità, ovvero uno spazio aperto e condiviso dove crescere insieme alla città in ricostruzione. L’intenzione è quella di proporre un luogo dove potersi ritrovare: una realtà in cui l’esperienza del centro storico, dell’incontro, della relazione non passi necessariamente attraverso una visione commerciale. Il progetto si articolerà attraverso una serie di mostre personali dove saranno protagonisti artisti legati al panorama nazionale e internazionale che hanno condiviso ed accettato con entusiasmo l’idea di V.AR.CO.
Lo spazio MAW di Sulmona 6 Dicembre, 6 Gennaio 2016
10X10XMAW Nato da un’idea dell’artista Valentina Colella con la cura dello Spazio MAW Una mostra che gioca a cambiare le regole del sistema dell’ arte Oltre 700 opere di 10cm x10cm, 8 paesi
Le opere sono state esposte in forma anonima e sottoposte allo stesso modo ad una selezione condotta da una giuria di esperti, per invitare ad un’interazione diversa con l’arte, libera da ogni giudizio legato a firma e a quotazione, ed esplorare, giocando a cambiarli, i meccanismi che regolano la creazione del consumo artistico.
La ferita è indubbiamente un “accesso”, un’ apertura dolorosa certamente, ma come ogni dolore, potenzialmente esso prepara e dispone ad una diversa sensibilità delle cose. La vita dispensa inevitabilmente questa condizione che certamente non è desiderabile, eppure spesso si comprende che la sensibilità che quel momento può aprirci, può essere una cosa preziosissima, una via per capire meglio le cose e se stessi, Il video di Michela Tobiolo è pensato dall’ artista come elemento di una installazione più complessa e interattiva ma, essendo in qualche modo momento centrale di tale lavoro, sintetizza poeticamente i temi del progetto: disegno e ripresa video si fondono insieme come aspetti logici e analogici dello stesso tema rappresentato: il contrasto vivido del b/n con il colore steso a mano, racconta con stupore, più che con dramma, la scoperta di questa condizione paradossale dell’ essere umano che appunto ci rende capaci di capire anche i dolori degli altri e quindi ci mette in una comunicazione reciproca più autentica. Quasi che convenga mettersi in gioco oltre il dolore superando le spontanee lamentazioni, accettando questo paradosso che pur restando duro ci permette di essere sempre più autenticamente “umani”.
testo di Antonio Zimarino
catalogo XVIII Biennale di Penne e Nocciano XVIII Biennale di Penne e Nocciano Museo di Arte Moderna e Contemporanea MaMec – Penne (Pe) a cura di Antonio Zimarino e Martina Lolli, 2015 sul progetto: ENTRA IN QUESTA FERITA | il dolore da bruciare è la porta da spalancare, visibile integralmente: qui
DAL 17 OTTOBRE ALL’8 NOVEMBRE 2015 sabato e domenica 10.30/13.00 e 15.00/18.00 Our generations – Le nostre generazioni La pittura emergente in Italia Chiesa di S.Giovanni Evangelista – Penne (Pe) Dario Agati – Dario Agrimi – Elisa Bertaglia – Giovanni Blanco Lucilla Candeloro – Anna Capolupo – Linda Carrara – Pierluca Cetera – Luca De Angelis – Lorenzo Di Lucido – Debora Fella – Enej Gala – Ovidiu Leuce – Pierpaolo Miccolis – Lorenzo Modica – Giorgio Pignotti – Alessia Xausa
La mostra vuole presentare e riflettere su una serie di direzioni di ricerca espresse dalla nuova generazione di pittori in Italia. Gli artisti sono stati scelti poiché rappresentano una serie di modalità operative presenti sul territorio italiano: l’obiettivo è quello di far emergere da questa scansione esemplare, delle direzioni di ricerca, degli interessi, delle sensibilità comuni della ricerca pittorica delle nuove generazioni, cercando di mettere a fuoco le ragioni e l’importanza oggi di un ritorno al dipingere e all’immagine bidimensionale. DAL 17 OTTOBRE ALL’8 NOVEMBRE 2015 sabato e domenica 10.30/13.00 e 15.00/18.00 Dall’Idea all’Azione (2) Il video come evoluzione dinamica del segno Museo di Arte Moderna e Contemporanea MaMec – Penne (Pe) Barbara Agreste – Nunzio Di Fabio – Ryan Spring Dooley – Piotr Hanzelewicz – Michela Tobiolo – Linda Carrara – Di Bernardo Rietti Toppeta – Camilla Palazzese
Il disegno diventa spesso l’origine di opere e progetti più complessi sviluppati con altri “media” artistici: se una scultura o una pittura diventano una sorta di sbocco naturale, nella video arte, il disegno diventa una scelta espressiva particolare perché vengono messe insieme due “universi significativi” quello manuale, fisico, analogico della mano che traccia un segno, con quello virtuale, logico e tecnologico della creazione e del montaggio delle immagini in movimento DAL 25 OTTOBRE AL 15 NOVEMBRE 2015 sabato e domenica 10.00/13.00 e 16.00/19.00 Dall’Idea all’Azione (1) Sale espositive del Museo delle Arti – Nocciano (Pe) Dario Agati / Elisa Bertaglia / Giovanni Blanco / Lucilla Candeloro / Anna Capolupo / Linda Carrara / Pierluca Cetera / Fausto Cheng / Lea Contestabile / Mario Costantini / Luca De Angelis / Lorenzo Di Lucido / Debora Fella / Enej Gala / Ovidiu Leuce / Pierpaolo Miccolis / Lorenzo Modica / Albano Paolinelli / Giorgio Pignotti / Alessia Xausa Il disegno resta costantemente come primo elemento di concretizzazione di una idea espressiva: è il punto in cui si comincia a verificare la fattibilità, lo sviluppo di idee ed espressioni complesse; tuttavia esso stesso, mostrando l’evoluzione dell’idea, sperimentando, aprendo delle possibilità, diventa molto spesso “opera”, nella quale si coglie il processo dinamico o addirittura, si arriva ad una sua propria compiutezza.
Teste Creattive Settima Edizione in occasione del FLA 2015 (Festival delle Letterature dell’ Adriatico)
Teste Creattive SettimaEdizione in occasione del FLA 2015 (Festival delle Letterature dell’ Adriatico) in un dialogo tra passanti, la strada ed cielo “Io vorrei portare in città le fragole del bosco, ma non in un cesto: vorrei che fossero le fragole a muoversi, come un esercito al mio comando, che marciassero sulle proprie radici fino alle porte della città. Vorrei che i rovi carichi di more s’arrampicassero su per le mura, vorrei che il rosmarino e la salvia e il basilico e la mentuccia invadessero le vie e le piazze. Qui nella foresta la vegetazione soffoca da quant’è fitta, mentre la città resta chiusa e irraggiungibile come un’arida urna di pietra.”
_La FORESTA-RADICE-LABIRINTO, ITALO CALVINO
Michela Tobiolo “così i rami alla terra; così le radici al cielo”
Forma circolare, rifugio naturale del ventre femminile, luogo del nocciolo vivo, del sentire animale e puro.
Intima consapevolezza del potere salvifico dell’azione. Un’azione che sia solo mossa dalle ragioni del disinteressato percepire. Pura visione.
Dodici gli artisti coinvolti con codici e linguaggi differenti che spaziano dalla illustrazione, stampa d’arte, fotografia, video, pittura, installazione e street-art uniti per un messaggio forte ed importante.
Una esperienza artistica nel cuore di Pescara Vecchia, che trasforma i negozi in luoghi espositivi e li unisce in un percorso che potrà essere esplorato, a tutte le ore, con l’utilizzo di mappe e di un QR CODE, sia dal visitatore interessato che dal passante casuale dal 4 al’ 8 Novembre. Veronica Azzinari • Manfredi Ciminale • Valeria Colonnella • Gaetano De Crecchio • Chiara Druda • Esse Lli(Silvia Luciani) • Enrico Pantani • Denis Riva • Federica Simonetti • Michela Tobiolo • Giulio Vesprini • La Mia Paura è Bianca tutte le sette edizioni su: http://testecreattive.tumblr.com/
INCODEC – Ricerche Regionali di video arte Spazio INANGOLO, Penne | MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, L’ Aquila
INCODEC – Ricerche Regionali di video arte a cura di Ivan D’Alberto, Giovanni Paolo Maria De Cerchio, Martina Lolli e Martina Sconci, prefazione Alessandra Arnò Spazio INANGOLO, Penne (2014) | MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, L’Aquila (2015)
Spazio INANGOLO, Penne www.inangolo.it MU.SP.A.C. – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, L’Aquila dal 22.05.2015 al 30.05.2015 . . su MUSPAC.com: http://www.muspac.com/2015/05/22/incodec/
Nella consapevolezza che le nuove tecnologie abbiano determinato la nascita di moderne espressioni artistiche come video arte, video installazione, video danza, video teatro e video poesia, “INCODEC” nasce dalla volontà dei fondatori dello Spazio INANGOLO di creare un evento dedicato alla video arte abruzzese, attraverso le opere degli artisti Angelo Bucciacchio, Mandra Cerrone, Di Bernardo Rietti Toppeta, Franco Fiorillo, Piotr Hanzelewicz, How to Cure our Soul, Bruno Imbastaro, Minus.log, Andrea Panarelli, Scacchioli – Core, Enzo Testa, Michela Tobiolo. Con una riflessione sull’essenza immateriale della video arte e sull’aspetto di codifica/decodifica, che sta alla base di tale linguaggio, i curatori Ivan D’Alberto, Giovanni Paolo Maria De Cerchio, Martina Lolli, Martina Sconci e Alessandra Arnò hanno costruito un percorso espositivo con l’idea di mettere in luce i punti forza delle opere video, intese come “visioni” multimediali. Codec è il programma che permette di codificare e/o decodificare un segnale digitale audio-video perché possa essere compresso e salvato su un supporto di memoria, per poi essere letto attraverso la sua decompressione. L’obiettivo del progetto consiste nell’esplorazione artistica delle quattro provincie abruzzesi, per esaminare e valorizzare i documenti video realizzati nella nostra contemporaneità regionale. L’iniziativa mira al coinvolgimento di tutte le espressività autoctone per la realizzazione di un excursus relazionale su opere video originali e innovative. La ricerca capillare di nuove sperimentazioni creative, senza tralasciare nessun percorso e contesto, vuole indagare e valutare le peculiarità tecnico-espressive applicate dai video-maker e comprendere i significati in relazione al contesto culturale nel quale esse si sono sviluppate e articolate. INCODEC è uno studio che mira all’analisi e alla comprensione dei video e dei loro messaggi concettuali e territoriali.
MIND THE GAP (a quel vuoto che non è paura ma volo) | Festival di arti e cultura su Amore e Potere | Spazio OZ, Bologna
MIND THE GAP (a quel vuoto che non è paura ma volo) videoinstallazione
Cuore di Latta – Festival di arti e cultura su Amore e Potere dal 12 al 14 Marzo, OZ Bologna, 2015 a cura di Rossella Iorio e Umberto Baccolo Allestimenti Artierranti . . Confusioni (off) a cura di Federica Di Castelnuovo 15- 24 Maggio, Lanciano, 2015
MIND THE GAP(a quel vuoto che non è paura ma volo) videoinstallazione supporto pittorico di 2.70m x 2.70m circa video ad animare il supporto pittorico di 2.50 minuti
A tutti i si come infiniti occhi fissi a trattenere, contenere. (l’immobilità del fuori da sé) A tutti i no come infinite aperture dell’essere. (vita che pulsa a liberare)
OCCHI AD APRIRSI COME FINESTRE SUL CORPO DI UNA DONNA, FINALMENTE VIVA PERCHE’ PRONTA FINALMENTE A DIRE NO
Veduta sull’Arte Contemporanea| Ex Convento delle Clarisse, Caramanico Terme
Veduta sull’Arte Contemporanea
Un progetto, a cura dell’associazione culturale Errori Di Trasmissione, che si fonda sul dialogo tra territorio, soggetti e realtà artistiche regionali, nazionali e internazionali, uno scambio virtuoso di esperienze e relazioni. La sfida è osservare profondamente ciò che accade nel corpo sociale e trasformarlo in racconto, in atti poetici e artistici, facendo dell’ex Convento delle Clarisse di Caramanico il luogo privilegiato dell’incontro e della creazione.
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Radici.OcchiNuovi videoinstallazione Ferita è Spiraglio.
La mia pancia è la tua pancia, è la pancia del mondo. Delimitare è poter accogliere davvero. Il limite libera, il dolore insegna, la speranza ci fa uno solo.
Ferita è Spiraglio. 2013 elementi scenici 3m per 3m per 3m circa video di 5:36 min
La mirabile veduta sulla natura e sul paesaggio circostante e la forza architettonica e storica dell’ex Convento delle Clarisse, ubicato ai margini del comune di Caramanico Terme, diventa il punctum che stimolerà dieci giovani artisti che si confronteranno, con linguaggi differenti, all’interno ed all’esterno dell’edificio conventuale, offrendo cosi una veduta sull’arte del nostro tempo.
a cura di Angelo Bucciacchio Marco Taddei, Lorenzo Camerlengo, Anna Maria Flamini, Francesca Racano, Anna Messere, Matteo Ludovico, Davide Febbo, Carlo Nannicola, Antonella Bigossi, Michela Tobiolo
LA LUCE DELL’ ABISSO; COLEI CHE SA L’inconscio sussurando nei sogni notturni, accompagna la protagonista in un percorso, che è il persorso della ricerca, scoperta e del ritrovamento. . .
5 dipinti | carta applicata su tela | 70cm x 100cm